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Notizie economiche

 

Notizie economiche

Indici macroeconomici e dati sull'interscambio tra Italia e Ungheria (aggiornato al 13/2/2018)

 

NOTIZIE

IL RUOLO DELLE MULTINAZIONALI IN UNGHERIA

Secondo quanto emerso nel corso di una Conferenza presso l’Istituto Civitals, László Vértesy docente presso l’Universitá della Pubblica Amministrazione, ha rilevato che tra le 100 piú grandi aziende del paese solo 7 sono realmente di proprietá ungherese. Le grandi aziende impiegano il 35% della forza lavoro e contribuiscono alla formazione del PIL per il 46,5%. I loro ricavi ammontano a 26000 miliardi di fiorini (circa 85 miliardi di euro) di cui il 20% nelle prime top 5.

Tra le otto maggiori aziende figurano: MOL, Audi, GE, MVM, Telekom, Richter, Hankook e Mercedes. Il settore automobilistico é molto rilevante in Ungheria. Le sovvenzioni statali per le multinazionali sono aumentate dell’11% tra 2011-2016, a 170 miliardi di fiorini (circa 560 milioni di euro). Le multinazionali riceverebbero sovvenzioni statali comprese tra 4,6-6,4 milioni di fiorini, mentre le PMI non ricevono abbastanza fondi. Il lavoro presso le multinazionali è generalmente maggiormente retribuito rispetto ad altre aziende, ma in Ungheria, i salari risultano essere più bassi della media dei paesi occidentali (Un impiegato ungherese di una multinazionale riceve un quarto o un terzo di quello di un impiegato tedesco tedesco).

 

LA COMMISSIONE EUROPEA APPROVA LA VENDITA DELLA MÁTRAI ERŐMŰ

La commissione Europea ha approvato l’acquisizione della centrale elettrica alimentata a carbone Mátrai Erőmű da parte di una joint-venture costituita dall'ungherese Opus e dalla EP Power Europe con sede a Praga. Mátrai Erőmű è la più grande centrale elettrica a carbone del Paese, con una capacità di 966 MW, fornisce il 15% dell'elettricità, la percentuale più alta dopo la centrale nucleare di Paks. A dicembre l'Opus Global e l'EP Power Europe hanno stipulato una joint venture con quote del 50-50% e acquistato una partecipazione del 72,6% della centrale elettrica tedesca RWE Power e della EnBW Energie di Baden. La Commissione ha concluso che l'acquisizione non compromette il principio di concorrenza, date le limitate sovrapposizioni tra le attività delle imprese. Mátrai Erőmű è proprietaria del maggiore impianto fotovoltaico dell’Ungheria con 72.000 pannelli che generano 16 MW di energia.

 

CRESCITA SETTORE COSTRUZIONI


Forte crescita del settore costruzioni che nel 2017, secondo i dati dell’Ufficio di Statistica, è aumentato del 29,6%, dopo la battuta d’arresto subita nel 2016 per il ritardo nei trasferimenti dei fondi UE. Nel solo mese di dicembre si è registrato un più 35% su base annua. Il settore è stato il primo contributore alla crescita del PIL.
La costruzione di edifici è aumentata del 27%, mentre i lavori di ingegneria civile del 34,8% a seguito di lavori di riammodernamento ferroviari ed autostradali. L’aumento del 124,7% dei nuovi contratti rispetto al precedente anno, prefigura un anno di crescita anche per il 2018. Le aziende di settore stanno cercando di ultimare i lavori entro il 2019, termine ultimo per il riconoscimento dell’IVA al 5% anziché 27%.
La carenza di manodopera resta il principale problema e nel 2018 è prevista una crescita del 20%.

ESTENSIONE DEL GASDOTTO CON LA SLOVACCHIA

Il ministro degli Affari Esteri e del Commercio, Péter Szijjártó ha annunciato a Bratislava che il Governo ha approvato il progetto per la costruzione di un gasdotto che collegherà il centro di distribuzione ungherese all’interconnettore del gas ungherese-slovacco. Questa decisione fa seguito al recente accordo tra la Romania e L’Ungheria che permetterà a quest’ultima di trasportare il gas dal Mar Nero entro il 2022. La costruzione di questo gasdotto, lungo 100 km, aprirà quindi un nuovo corridoio per la consegna del gas proveniente dal Mar Nero fino alla Slovacchia.

 

CONNESSIONE CON LA ROMANIA PER IL TRASPORTO DI GAS

La Romania ha annunciato che implementerà tutte le misure tecniche necessarie per esportare gas verso l’Ungheria entro il 2020 e per consentire il trasporto di gas dal Mar Nero entro il 2022. Questo permetterebbe all’Ungheria di diversificare l’approvvigionamento di gas ed essere meno dipendente dalla Russia. Le aziende ungheresi hanno già riservato 4,4 miliardi di metri cubi di spazio per il trasporto del gas. La Romania si è impegnata a installare compressori attraverso i quali 1,75 miliardi di metri cubi di gas possono essere inviati in Ungheria entro il 2020 e, con un’ulteriore espansione fino a 4,4 miliardi di m3 di gas entro il 2022. Il gas proviene dai giacimenti del Mar Nero ed è estratto da società petrolifere Exxon Mobil e OMV.

 

MESSA IN PRODUZIONE DI GAS PROVENIENTE DA GIACIMENTI UNGHERESI

La multinazionale ungherese del gas&oil, MOL, inaugurerà a luglio una nuova produzione di gas nell’area di Vízvár, vicino al confine con la Croazia. Quattro pozzi saranno collegati alla rete nazionale, fornendo il 4-5% della produzione di gas naturale in Ungheria. La capacità giornaliera del giacimento sarà di circa 200.000 m3 di gas e 120 m3 di condensa o olio leggero. MOL alimenta il 20% della domanda domestica di gas naturale con la produzione nazionale.

 

LA CONTINENTAL APRIRÀ UN CENTRO DI AI PER 5.5 MILIARDI HUF A BUDAPEST

La Continental Autmotive Srl, una succursale della azienda tedesca Continental AG, aprirà un centro di competenza per l’intelligenza artificiale (AI) a Budapest, entro il prossimo maggio. Il governo ungherese fornirà finanziamenti per 1,37 miliardi di fiorini (euro 4,4 milioni) su un investimento totale stimato di 5.5 miliardi HUF (euro 17,8 milioni).
Obiettivo della Continental è Vision Zero : zero incidenti e l’intelligenza artificiale è una competenza fondamentale per il design delle auto senza pilota.

Il centro AI di Budapest sarà integrato nella rete globale di produzione di software e posto all’interno della business unit ADAS (Advanced Driver Assistance Systems – Sistemi avanzati di assistenza alla guida). La società avrebbe scelto Budapest come sede, per la forte presenza dell’industria automobilistica e di università e centri di ricerca specializzati, in linea con gli obiettivi dell’azienda. Il centro di competenza darà lavoro a circa 100 ingegneri e svilupperà soluzioni per gestire situazioni di guida complesse con l'aiuto dell'apprendimento automatico.

 

IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE IN UNGHERIA SCENDE AL 3.8% NELL’ULTIMO TRIMESTRE DEL 2017

Continua a crescere il mercato del lavoro in Ungheria. Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,8% nell’ultimo trimestre 2017, mentre su base annua il tasso di disoccupazione è stato del 4,2%, un punto percentuale in meno rispetto al 2016. Il numero dei disoccupati è stato pari 192 mila unità, ovvero 43.000 unità in meno rispetto al 2016. E’ leggermente diminuito il numero di lavoratori pubblici ( di circa 40.000 unità) e l’Ufficio di Statistica stima che 14.000 persone sono rientrate dall’estero. Attualmente sarebbero impiegati all’estero circa 103.000 persone. Il mercato del lavoro primario resta molto solido. Nell’ultimo trimestre del 2017, il livello di occupazione è stato del 59.8% . Il numero dei disoccupati è sceso a 157.000 unità, circa 30.000 unità in meno rispetto all’anno precedente. Il numero di persone occupate, non considerando le persone impiegate nel settore pubblico e le persone impiegate all’estero, risultano pari a 4.166.0000 unità, 88.000 in più rispetto all’anno precedente.

INAUGURATO IL NUOVO COLLEGAMENTO FERROVIARIO TRA CINA E BUDAPEST

Un nuovo servizio di treno merci che collega il porto della città di Xiamen nell’est della Cina a Budapest è stato inaugurato il 19 gennaio. Il treno è partito dal polo logistico di Xiamen con 35 container contenenti beni per un valore complessivo di 3.5 milioni di dollari, tra cui prodotti tecnologici, vestiario, scarpe e materiali edili. La consegna impiegherà 18 giorni.
L’Ungheria si è impegnata per diventare un centro logistico per i beni cinesi in quanto la sua posizione geografica la rende un ottimo passaggio per raggiungere i paesi dell’Europa occidentale.
Il governo di destra di Victor Orbàn ha accelerato gli sforzi per migliorare i legami politici con la Cina, tramite il lancio della politica –apertura verso l’Est- con lo scopo di diventare un leader regionale per attirare capitali ed investimenti cinesi in Ungheria. Gli accordi bilaterali sono stati intensificati da quando Pechino ha rivelato il suo piano della One Belt Road Initiative del 2013. L’ungheria è il più grande esportatore verso la Cina tra i paesi dell’Est Europa con 2 miliardi di dollari e attira molti degli investitori cinesi.

SUMMIT CINA-CEE 16+1

Budapest ha ospitato il summit Cina-CEE 16+1 a novembre, nel quale sono stati firmati una serie di accordi. L’aeroporto di Budapest ha firmato una cooperazione con compagnie di logistica cinese nel tentativo di diventare una rete di trasporto cargo per i prodotti cinesi, soprattutto a fronte delle dinamiche di crescita dell’e-commerce.
La corsa per il miglioramento della linea ferroviaria Budapest-Belgrado, che include la costruzione di una seconda linea, è stato annunciato al summit di Budapest.

MFB EROGA 80 MILIARDI DI FIORINI PER UN PROGRAMMA DI FINANZIAMENTO

La banca di sviluppo ungherese MFB ha lanciato un programma di 80 miliardi di fiorini (circa 270 milioni di euro) per finanziare la produzione, l’acquisto e il leasing di macchinari agricoli.
Ci saranno 30 miliardi Ft di fondi messi a disposizione di aziende ungheresi che producono macchinari agricoli e di aziende registrate nell’ Area Economica Europea (EEA) con stabilimenti in Ungheria. Le aziende possono richiedere un prestito compreso tra i 150 milioni e 3 miliardi di fiorini. Il prestito avrà una durata massima di 15 anni e l’impresa dovrà partecipare con una quota del 10%.

Per quanto riguarda le PMI , sono disponibili di 50 miliardi Ft (circa 170 milioni di euro) per l’acquisto di macchinari agricoli. La dimensione del prestito potrà variare tra 1 milione e 100 milioni di fiorini, con una scadenza massima a sette anni.

L'INFLAZIONE RALLENTA A DICEMBRE

Secondo i dati preliminari dell’ufficio di statistica, l'inflazione, su base annua, è scesa al 2,1% a dicembre dal 2,5% di novembre, leggermente al di sotto delle stime degli analisti.
I prezzi al consumo sono rimasti invariati rispetto al mese precedente e nel 2017 sono aumentati complessivamente del 2,4%, il livello più alto degli ultimi cinque anni. Le variazioni dei prezzi del carburante nel mese di dicembre sono state contenute e hanno contribuito a far scendere l’inflazione.
I maggiori aumenti sono stati rilevati per gli alcolici, tabacco e carburante, che sono aumentati del 6,8%, seppur da una bassa base di partenza. I prezzi dei generi alimentari sono aumentati del 3,5% su base annua, lo 0,1% in più rispetto al mese precedente. I prezzi dei carburanti sono aumentati dello 0,8% su base annua, un netto rallentamento rispetto alla crescita del 5,9% di novembre. Il prezzo dei servizi è aumentato dell'1,1% sempre su base annua. I beni di consumo sono stati l'unico settore in cui i prezzi sono diminuiti, in calo dello 0,4% su base annua.
Su base mensile i prezzi alimentari sono aumentati dello 0,1% e l'energia per le famiglie dello 0,2%, mentre i prezzi del carburante sono diminuiti dello 0,4%. L'inflazione core, che esclude i prezzi dei combustibili volatili e dei prodotti alimentari, è stata del 2,6% a dicembre e del 2,3% in media nel 2017. Nonostante i forti aumenti salariali non ci sono ancora state pressioni al rialzo sull'inflazione, ma man mano che l'economia cresce ed aumenta la produzione, questi dovrebbero avere un impatto sull'inflazione.
Nei primi mesi del 2018 l’ufficio di statistica stima che l’inflazione potrebbe scendere al di sotto del 2% per poi accelerare nel secondo semestre, avvicinandosi al livello target del 3% entro la metà del 2019, in linea con le stime della Banca Centrale ungherese.
Gli analisti stimano che l’inflazione nel 2018 si attesterà tra il 2,5 e il 2,7% .

KONZUM SMENTISCE L'ACQUISIZIONE DI NORDTELEKOM

Il presidente-CEO di Konzum, Gellért Jászai, ha smentito le voci secondo cui la società quotata presso la Borsa di Budapest avrebbe intenzione di acquistare la NordTelekom. Nel mentre, a seguito a seguito di una affermazione di János Lázár, capo dell’ufficio del Primo Ministro, di istituire un fornitore di servizi di telecomunicazione mobile di proprietà statale dopo le elezioni del prossimo aprile, il prezzo delle azioni della compagnia di telecomunicazioni è salito di oltre il 50%. In Konzum detiene una partecipazione di minoranza Lőrinc Mészáros, sindaco della città natale del primo ministro Viktor Orbán.
Konzum è una holding, la cui attività principale è costituita dalla gestione di proprietà immobiliari e fornitura di materiali da costruzione. La società detiene anche una partecipazione in OPUS che a sua volta detiene una quota di Appeninn (developer immobiliare), e nella compagnia di assicurazioni CIG.

 

LA BANCA MONDIALE MODIFICA AL RIALZO LE PREVISIONI SUL PIL UNGHERESE

Nel rapporto “Global Economic Prospects”, pubblicato il 10/1/2018, la Banca Mondiale prevede una crescita del 3,9% per il 2017, del 3,8% per il 2018, del 3,1% per il 2019, del 2,9% per il 2020. Le previsioni per il 2017 sono state riviste in aumento dello 0,2% e dello 0,1% quelle per il 2018 e per il 2019.

Il Ministero dell’Economia ungherese prevede una crescita del 4,1% per il 2017 e del 4,3% nel 2018 per poi riscendere nel 2019 e nel 2020 rispettivamente al 3,8% ed al 3,7%.

Fonte: HM, 11/1/2018

 

L’ISTITUTO DI RICERCA GKI PREVEDE UN BOOM NEL 2018 PER IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

Secondo l’Istituto, il settore delle costruzioni quest'anno dovrebbe aumentare del 10%, sulla base degli ordini esistenti e del sentimento di fiducia che aleggia nel settore. A tale crescita contribuiranno i fondi europei e la riduzione dell’IVA sulle nuove costruzioni. Anche per il 2019 le previsioni sono di crescita, stimata ad oggi, al 7%.

IN DIMINUZIONE IL SURPLUS COMMERCIALE

Il surplus commerciale nel 2017 è diminuito per effetto della contrazione di beni e servizi. Il deterioramento è attribuibile all’aumento dei prezzi delle commodities, ma secondo lo studio della Banca Centrale, la contrazione è da attribuire principalmente ai volumi scambiati. Lo studio rileva la diminuzione dell’export di macchinari, mentre è aumentata l’importazione di macchinari dall’estero grazie alla crescita degli investimenti. Dalla fine del 2016, il contributo della bilancia commerciale al PIL è diminuito di circa il 2%, per i tre quarti attribuibile al calo delle esportazioni di beni e per un quarto al calo dei servizi.

Mentre il calo del saldo dei beni è stato principalmente causato dalla maggiore crescita delle importazioni di beni, che ha superato le esportazioni, la diminuzione del saldo dei servizi è stata principalmente dovuta alla decelerazione delle esportazioni. Il calo dell'eccedenza del saldo delle merci nella seconda metà del 2016 è collegato a una più lenta crescita delle esportazioni di beni a seguito delle temporanee interruzioni di produzione in fabbrica e al calo della produzione industriale a causa del cambiamento dei modelli, mentre nel 2017 può essere attribuito alla maggiore importazione di beni per la forte domanda interna. La crescita delle esportazioni è stata sostenuta anche dall'aumento della domanda esterna nel 2017, ma dal secondo trimestre sono cominciate ad aumentare le importazioni, superando la crescita delle esportazioni. La diminuzione del saldo dei servizi è attribuibile alla decelerazione della crescita delle esportazioni di servizi, che si protrae dal 2015, mentre sono in aumento le importazioni di servizi. In contrazione tutti i settori dei servizi ad accezione dei trasporti.

Il calo delle esportazioni nette di macchinari, in una disaggregazione settoriale più dettagliata, secondo la Banca Centrale è dovuto principalmente all'aumento delle importazioni di veicoli stradali. Negli anni successivi alla crisi, l'eccedenza delle esportazioni di macchinari è stata sostenuta principalmente dalle esportazioni nette di apparecchiature di telecomunicazione, registrazione audio e lettori, mentre dopo il 2012 - in linea con l'espansione degli investimenti dell'industria automobilistica - è stata sostenuta dalle esportazioni nette di veicoli stradali. Tuttavia, nonostante la diminuzione, le esportazioni nette di macchinari rimangono ad un livello elevato.

La crescita economica degli ultimi trimestri è stata sostenuta dalla domanda interna, in particolare dalla robusta crescita degli investimenti, in un’ampia gamma di settori in cui è aumentata la produzione. Anche gli investimenti nel settore pubblico e nei settori strettamente collegati al settore pubblico si sono notevolmente ampliati, sostenuti dai fondi UE 2014-2020 e da fondi governativi.

GOVERNO: PER IL 2018 SONO FAVOREVOLI LE PROSPETTIVE DELL’ECONOMIA UNGHERESE

Secondo quanto dichiarato dal Ministro dell’Economia Mihaly Varga, il 2018 inizia con i migliori auspici di crescita rispetto al 2017. Il responsabile del dicastero ha dichiarato che alla luce dei dati attualmente disponibili si prevedono una crescita del 4,1% per il 2017 ed un deficit di ca. il 2%, inferiore rispetto al previsto ed anche per il 2018 si proietta un deficit ridotto. Il debito pubblico rimane su una traiettoria di calo e secondo i dati preliminari esso è stato pari al 74,5% alla fine del 2017 contro il 76% del 2016.

Per ulteriori dettagli comunicati dal Ministro consultare il sito inglese del Governo.

 

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