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Notizie economiche

 

Notizie economiche

Indici macroeconomici e dati sull'interscambio tra Italia e Ungheria (aggiornato all'8/12/2017)

 

Notizie

CRESCITA DEL PIL NEL TERZO TRIMESTRE

Secondo i dati pubblicati dall’Ufficio di Statistica, il PIL nel terzo trimestre ha registrato un aumento del 3,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il dato è superiore alla previsione che era del 3,6% grazie al buon andamento del settore dei servizi. Nei primi tre trimestri 2017 il tasso di crescita del PIL è stato del 3,8%.

I servizi hanno contribuito per il 2% alla crescita del PIL, l’industria per lo 0,8%, il settore edile per l’1%. L’agricoltura ha contribuito in modo negativo per lo 0,6%, mentre scuola, sanità e amministrazione pubblica per lo 0,2%.

Il settore industriale è cresciuto del 3,7%, al cui interno il sotto-settore manifatturiero è cresciuto del 4,9%. Tutti i comparti manifatturieri sono cresciuti ad eccezione dei mezzi di trasporto. L’industria edile è aumentata del 28,3%; l'agricoltura è diminuita dell'11,3% rispetto l'anno precedente, mentre i servizi sono aumentati del 3,8%. All’interno del settore servizi, il maggior contributo alla crescita è venuto dalle comunicazioni +8,2%, dal commercio all’ingrosso e al dettaglio, dai servizi di ristorazione e alberghieri +6,8%, dai trasporti e stoccaggio +4,7%, dai servizi finanziari e assicurativi +0,6%

I consumi totali sono aumentati del 4,4%: i consumi delle famiglie sono cresciuti del 4,8% (mobili, casalinghi, alimenti, ristoranti, hotel), mentre i consumi pubblici (scuole, ospedali, etc.) sono aumentati del 2,5%. Gli investimenti lordi hanno subito una crescita rilevante, pari al 20,3%.

 

Rapporto GKI

Nel suo ultimo rapporto, il Centro di Ricerca GKI suggerisce al Governo di avviare le riforme necessarie per garantire una crescita sostenibile anche nei prossimi anni. Nonostante nel terzo trimestre la crescita del PIL è stata del 3,8%, contro una media europea del 2,5%, il Paese è tra gli ultimi nella CEE. Infatti il tasso di crescita della Repubblica Ceca e della Polonia è stato del 5% e quello della Romania del 9%.

GKI ha mantenuto le proprie previsioni di crescita invariate al 3,8% per il 2017 e per il 2018. L’OCSE e la Commissione Europea hanno rivisto le proprie stime, rispettivamente al 3,9% e al 3,7%, mentre il FMI al 3,2%. Gli organismi internazionali suggeriscono al Paese di ridurre la propria forte dipendenza dai Fondi europei, di ridurre il deficit di bilancio, di intraprendere riforme istituzionali e di aumentare la competitività, sfruttando il positivo momento di crescita. Si rammenta che l’Ungheria si è posizionata al 41esimo posto nell’ultima edizione del “Doing Business” della Banca Mondiale. Il Governo è intervenuto creando il Consiglio Nazionale sulla Competitività, organo composto da manager di impresa ed esperti con il compito di presentare proposte per migliorare la competitività ungherese. La misura adottata fino ad ora prevede la riduzione dal 22% al 19,5% dei contributi sociali a carico delle imprese, a partire da gennaio 2018, ma tale misura non viene ritenuta sufficiente, visto l’aumento obbligatorio del salario minimo stabilito dal Governo, che mina la loro competitività.

GKI rileva inoltre che il deficit di bilancio, anche se in linea con le previsioni, è significativamente più alto della media europea e solo il deficit rumeno è stimato più alto.

Le previsioni sull’inflazione sono al 2,4% per il 2017 e 3% per il 2018. Il tasso di inflazione è il settimo più alto dell’Unione Europea ed gli incrementi salariali del 2017 non hanno fino ad ora influenzato il livello dei prezzi.

 

Le esportazioni hanno raggiunto nuovi record

In aumento l’export ungherese che a fine settembre ha messo a segno un +9%, pari a circa 6.1€ miliardi rispetto allo stesso periodo 2016. Le esportazioni intracomunitarie sono pari all’80% dell’export totale, con un aumento del 10% ; le esportazioni verso paesi extra UE sono aumentate del 12%.

Il Ministro degli Affari Esteri e del Commercio, Péter Szijjártó, ha difeso la scelta del governo di “aprirsi ad oriente” visto che le esportazioni ungheresi sono aumentate di 1.4 miliardi di euro nei primi tre trimestri 2017, con un incremento delle esportazioni verso Russia, Cina e India pari rispettivamente al 26%, 25% e 22%.

Per quanto riguarda gli investimenti esteri, fino alla fine di ottobre, sono stati approvati 79 progetti, pari a 949 miliardi di fiorini (circa 3 miliardi di euro), di cui il 29% nell’industria automotive e il 9% nel settore dei servizi. Secondo il Ministro il programma governativo per stimolare gli investimenti ha avuto l’obbiettivo di attirare progetti con forte componente di tecnologie innovative. Le aziende possono richiedere sovvenzioni sugli investimenti tecnologici superiori a €20 milioni ed il finanziamento può raggiungere fino al 75% del valore del progetto.

IL FMI rivede le stime di crescita per l’Ungheria

Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto, nel suo report autunnale, le stima di crescita del PIL per il 2017, dal 2,9% al 3,2% e dal 3% a 3,4% nel 2018. La crescita economia rallenterà al 2,8% nel 2019, dato comunque maggiore dello 0,2% rispetto alla previsione di aprile.

La previsione per la domanda interna è diminuita dal 3,1% al 1,4% per il corrente anno, per tornare a crescere nel 2018 e nel 2019 rispettivamente del 3,5% e del 2,7%.

Il FMI prevede che i prezzi al consumo cresceranno in media del 2,5% quest’anno. L’ inflazione è stata vista al ribasso di 0,1 punti percentuali ed è stimata al 3,2% nel 2018 e al 3% nel 2019. Il tasso di disoccupazione scenderà al 4,4% quest’anno e a 4,3% nel 2019, come riportato in primavera.

La previsione riguardo il deficit di bilancio è rimasta invariata al 2,6% per il 2017 e il 2018. Anche il debito pubblico è previsto scendere dal 72,9% nel 2017 al 70,2% nel 2019.

 

LA COMMISSIONE EUROPEA HA MODIFICATO AL RIALZO LE PREVISIONI SULLA CRESCITA

La Commissione Europea vede al rialzo le stime di crescita per l’Ungheria al 3,7% per il 2017 e al 3,6% per il 2018. Per il 2019 la Commissione ipotizza un +3,1%. Anche la stima della BERS si avvicina molto a quella Commissione e prevede una crescita del 3,8% per il 2017 e del 3,4% per il prossimo anno. La previsione del Governo è del 4,1% per quest’anno e del 4,3% per il prossimo. L’attività economica ha registrato una forte accelerazione nel corso dell’anno grazie ai consumi privati e alla ripresa degli investimenti. La domanda interna rappresenta dunque il volano di crescita, ma alcuni problemi potrebbero limitarne il trend. Secondo la Commissione il primo posto spetta al mercato del lavoro con sempre meno disponibilità di manodopera , a seguire l’aumento dei prezzi. L’inflazione è stimata al 2,3% per quest’anno e al 2,6% per il 2018 e al 3% per il 2019. La previsione è comunque in linea con la stima della Banca Centrale che prevede un aumento al 3% per la seconda metà del 2019.

Il Deficit potrebbe raggiungere il 2,6% nel 2018, per scendere poi al 2,3% nel 2019. Sebbene i bisogni di prefinanziamento dei progetti finanziati dall'Europa comportino un effetto di aumento del debito nel corso del 2017 e del 2018, il rapporto debito / PIL dovrebbe registrare una diminuzione costante grazie all'elevata crescita del PIL nominale. È previsto un calo dal 73,9% del 2016 a circa il 70% entro il 2019.

Fonte: HATC, 10/11/2017, pp. 5-6

 

RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÁ

Secondo lo studio sulla competitività della Banca Centrale, il tasso di produttività pro-capite delle PMI è il più basso del gruppo V4. Il tasso di produttività del gruppo V4 è inferiore del 10-20% rispetto a quello delle PMI dell'Europa occidentale. Nei paesi V4, la produttività è pari a circa €25.000 pro-capite, pari al 35-40% dei Paesi dell'Europa occidentale e del nord. L'aumento della produzione del settore farmaceutico negli ultimi 10 anni ha migliorato la competitività dell'Ungheria, ma la diminuzione di produzione in altri settori ad alta tecnologia come l'elettronica ha creato una battuta d'arresto. Dal 2008 è aumentata la diversità delle esportazioni, ma dal 2012 la concentrazione degli investimenti nel settore automobilistico ha ridotto questa diversità e tale fenoeno riguarda la produzione industriale nel suo complesso. A causa della crisi economica gli investimenti sono diminuiti in tutta l'UE, ma in Ungheria il tasso di declino è stato maggiore della media UE o dei Paesi V4.

Secondo la Banca Centrale, la competitività potrebbe essere migliorata da maggiori investimenti, tra cui più innovazione nel settore business, settore questo che sconta il maggior numero di posti di lavoro non coperti (aumento del 65% dal 2007). Secondo la Banca sono i bassi salari a generare carenza di manodopera e pertanto il rapporto suggerisce di spostare la produzione da un modello a basso salario, ad un modello orientato verso maggiore produttività. Raccomanda quindi ulteriori tagli del costo del lavoro, delle ritenute per la sanità e delle imposte a carico delle aziende.

 

DISOCCUPAZIONE IN CALO

Il tasso di disoccupazione è diminuito di 0.9 pp su base annua, attestandosi al 4,1% per il periodo luglio-settembre, secondo quanto pubblicato dall'Ufficio di statistica (KSH). Il numero totale degli occupati è salito a oltre 4,45 milioni.
Il rovescio della medagli è rappresentato dalla mancanza di manodopera, uno dei maggiori ostacoli che le imprese si trovano ad affrontare. Il settore più colpito è quello delle costruzioni, dove mancano tra 20.000-30.000 addetti.

Il numero dei disoccupati è stato di 189.000 a fine settembre, in calo da 227.000 di un anno fa. Il tasso di disoccupazione per i giovani è sceso all'11,3%, il livello più basso in 25 anni, ma in tale fascia di età si colloca un quinto dei disoccupati del paese.
Il numero di posti di lavoro creati nel mercato del lavoro primario è aumentato di 97.000 in un anno, mentre il numero di lavoratori del settore pubblico è diminuito di 35.000 nello stesso periodo. Il tasso di disoccupazione reale dell'Ungheria è doppio rispetto alla cifra ufficiale in quanto vi sono ancora circa 180.000 persone nello schema di lavoro pubblico.

Secondo gli analisti, esiste una capacità di riserva di 700.000 persone (inattivi, senza lavoro, lavoratori pubblici e pendolari in Slovacchia e in Austria), che potrebbero essere convogliate nel settore privato. Trasferire più persone al mercato del lavoro primario richiederebbe però riforme strutturali e aumenterebbe la mobilità della manodopera poco qualificata, ma tra i maggiori ostacoli ai trasferimenti, figura il divario nel costo della vita tra le aree occidentali e orientali del paese. Gli analisti prevedono che la disoccupazione continuerà a scendere nel 2018 al di sotto del 4%, seppure a un ritmo più lento.

 

Tasso di sconto invariato

Nella riunione del Consiglio Monetario del 24 ottobre scorso, la Banca Centrale ungherese ha mantenuto invariato il tasso di sconto allo 0,9%. Anche il tasso overnight è rimasto invariato dopo il provvedimento introdotto lo scorso mese che ha ridotto il tasso di deposito a -0,15% da -0,05%. Secondo alcuni analisti sarebbero in preparazione nuove misure da parte della Banca Centrale per aumentare i prestiti all’economia reale.

L’agenzia per il debito statale AKK potrebbe effettuare nuove emissioni di obbligazioni per arginare il disavanzo di cassa che, secondo alcune stime, quest’anno si avvicinerebbe al 4,5% poiché l'Ungheria utilizza eccessivamente i fondi di bilancio per i pagamenti anticipati di progetti finanziati dall'UE.

 

Impennata della domanda per i materiali edili

Secondo il rapporto dell’Associazione Nazionale Prodotti Edili (MEASZ), nei primi nove mesi dell’anno le vendite dei materiali da costruzione sono aumentate del 20-25% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

I produttori non sono in grado di tenere il passo con la crescente domanda per l’incremento delle costruzioni delle nuove case. A causa della notevole domanda si dilatano anche i tempi di consegna di tali prodotti. Gli sviluppatori immobiliari devono aspettare mesi per l’arrivo dei materiali isolanti, ha dichiarato Győző Vidor, capo della MEASZ. Quest'anno, secondo le stime dell'associazione, saranno completate circa 16-20.000 nuove case.

Fonte: http://www.measz.hu/hu/hirek/1592-az-egyes-epitoanyag-szegmensek-2017-harmadik-negyedevi-teljesitmenye

 

Il Governo ha approvato la strategia per lo sviluppo del turismo

Il Governo ungherese ha approvato la Strategia per lo sviluppo del turismo nazionale 2030, una linea guida per "tutti gli operatori del settore fino al 2030", ha dichiarato Zoltán Guller, amministratore delegato dell'Agenzia del turismo ungherese alla conferenza “Tourism Summit” a Budapest, inaugurata dal premier Viktor Orbán.

Il capo di governo ha dichiarato che la strategia "assicurerà all'Ungheria una degna collocazione nel turismo mondiale". Ha aggiunto anche che il governo aveva giá stanziato complessivamente 828 miliardi di fiorini (ca. 2,7 miliardi di euro) per finanziare il programma. Orbán ha avuto parole di elogio per lo "sviluppo inarrestabile" del settore "il 2016 , infatti, è stato un anno record e alla luce dei dati attualmente disponibili quest'anno sarà ancora migliore" – ha detto.

Nel 2017 il bilancio centrale mette a disposizione del settore turistico un contributo diretto di 21 miliardi di fiorini (ca. 68 milioni di euro) che l’anno prossimo sarà portato ad un ammontare di oltre di 53 miliardi di fiorini (ca. 172 milioni di euro)., aggiungendo che gli investimenti nel turismo potrebbero complessivamente raggiungere diverse centinaia di miliardi di fiorini.

Per quanto riguarda i risultati del settore, Orbán ha ricordato che l’anno scorso i pernottamenti sono aumentati del 50% rispetto al 2010 e le entrate sono aumentate di oltre il 115%. Ha inoltre rilevato che il settore impiega più di 360.000 persone e rappresenta il 10% del PIL del paese. Con la nuova strategia, la quota del PIL del turismo dovrebbe salire al 16%, mentre il numero di persone impiegate nel settore potrebbe arrivare a 450.000 unità.

Orbán ha affermato che le aree focali della nuova strategia sono lo sport, la cultura e il turismo sanitario. Sport, cultura e natura sono fattori che rendono l'Ungheria una destinazione attraente. Il turismo domestico in futuro potrebbe vedere un ripresa grazie ai "salari in crescita, alla bassa inflazione e alla maggiore disponibilitá pecuniaria della popolazione ".

Fonte: HM, 17/10/2017, p. 4

 

Kometa 99 investe 1,3 miliardi di fiorini

Secondo quanto annunciato dall’azienda di proprietà italiana, sarà realizzato un progetto ReS del valore di 1,3 miliardi di fiorini (ca. 4,3 milioni di euro) dopo la realizzazione del quale saranno lavorati i sottoprodotti provenienti dal proprio macello di Kapuvár.

L’azienda prevede di produrre 1.100 tonnellate di grasso ad uso industriale destinato ai settori chimico e farmaceutico e 2.200 tonnellate di farina di carne da vendere ai produttori di cibi per gli animali da compagnia.

Nel 2016 le entrate dell’aziende sono cresciute di 6 miliardi di fiorini (ca. 20 milioni di euro). L’azienda ha venduto 57 tonnellate di prodotti alimentari lavorati, il 21% in più rispetto all’anno precedente. Il 39% dei prodotti è stato destinato ai mercati esteri.

Fonte: napi.hu

FMI ha modificato al rialzo le previsioni sulla crescita ungherese

Nel recente World Economic Outlook il FMI ha portato al 3,2% la previsione di crescita del PIL per quest’anno rispetto al 2,9% della precedente pubblicazione dell’aprile scorso. Anche le previsioni sulla crescita del 2018 sono state alzate dal 3% al 3,4%.

Per le previsioni FMI su altri dati macroeconomici consultare il documento FMI.

La carenza di manodopera costituisce il maggiore problema per il 38% delle aziende

Secondo il sondaggio condotto dalla Camera di Commercio e Industria Ungherese (MKIK) e dall’Istituto di Ricerca sull’Economia e sulle Aziende (GVI), circa il 38% delle PMI ungheresi considera la carenza di manodopera una delle sfide maggiori da affrontare. Il tasso è superiore di 2 punti percentuali rispetto al sondaggio condotto sei mesi prima.

L’86% dei 400 direttori intervistati ha confermato che l’azienda si sforza di trovare forza di lavoro esperta e secondo il 71% è difficile assumere persone che iniziano la carriera. Per il 60% il mantenimento del personale costituisce un problema.

Il 34% degli intervistati ha provato ad attrarre e mantenere gli impiegati con una retribuzione più alta rispetto a quella dei concorrenti, mentre il 29% ha investito in automatizzazione per ridurre il personale ed il 20% si ha fatto ricorso al lavoro degli studenti.

Il 70% delle aziende hanno aumentato I salari, il 49% ha offerto opportunità di formazione.

Fonte: HM, 11/10/2017, p. 4

Salari: sono notevoli le differenze territoriali

Secondo le osservazioni del quotidiano Magyar Nemzet, basate sui dati dell’Ufficio di Statistica Ungherese (KSH), la differenza tra i salari registrati nel primo semestre dell’anno relativi all’area orientale ed a quella occidentale del Paese si è allargata e rimane notevole.

A Budapest si registra il salario mensile medio più alto, pari a 246.000 HUF netti (ca. 820 euro), con una crescita del salario mensile medio netto di 24.000 HUF (ca. 80 euro) rispetto ad un anno prima. La Contea di Gyor-Moson-Sopron (Nord-Ovest dell’Ungheria) si posiziona al secondo posto della graduatoria dei salari mensili netti con 200.000 HUF (ca. 670 euro), seguita dalla Contea Komarom-Esztergom con 189.000 HUF (ca. 630 euro).

I salari più bassi, pari a 134.000 HUF (ca. 450 euro), sono stati registrati nella Contea Szabolcs-Szatmar-Bereg (Nord-Est dell’Ungheria), mentre la penultima della graduatoria è la Contea Bekes (Sud-Est dell’Ungheria) con 150.000 HUF mensili netti (ca. 500 euro), nonostante le crescite registrate in un anno, pari rispettivamente a 17.700 HUF (ca. 60 euro) e 16.900 HUF mensili (ca. 56 euro).

Il tasso di disoccupazione, ad eccezione di tre contee, è calato in tutta l’Ungheria ed è sceso al 4% al livello nazionale. Il tasso è cresciuto solo nelle contee dell’Ungheria del Sud-Ovest (Baranya, Somogy e Zala).

Il tasso di disoccupazione più alto è rimasto quello della Contea Szabolcs-Szatmar-Bereg, pari all’8,8% contro il 12,5% dell’anno precedente.

Praticamente le contee dell’Ungheria Occidentale (Gyor, Veszprem e Komarom) registrano un’occupazione piena visto che i tassi di disoccupazione sono rispettivamente pari all’1,6%, 1,8% e 2,1%. A Budapest il tasso di disoccupazione è sceso al 2,8% rispetto al 3% del primo semestre del 2016.

Fonte: HATC, 9/10/2017, p. 6

Abbreviazioni: HATC= Hungary Around the Clock; HM= Hungary Matters

 

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